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«Tornare in Umbria per me è come prendere una boccata d’ossigeno. Amo questa regione e il suo cibo»

Camilla Ferranti si sta facendo sempre più strada nel piccolo schermo. Dopo le partecipazioni in Incantesimo, Distretto di Polizia, Angeli e Diamanti, Don Matteo e l’Onore e il Rispetto, sarà il prossimo anno l’antagonista di Barbara d’Urso nella nuova stagione della fiction La dottoressa Giò. Nata a Terni, da anni vive a Roma, ma una parte del suo cuore resta legata all’Umbria. Un cuore che da poco tempo è stato rapito dall’attore Christopher Lambert. Una love story nata per caso sul set della fiction e della quale Camilla parla sussurrando, quasi con timidezza.

 

Camilla Ferranti, foto by Melissa Marchetti

Camilla, la prima domanda è di rito: qual è il suo legame con l’Umbria?

È un legame di sangue, ci sono nata e cresciuta. Fino al liceo sono stata a Terni, poi l’università mi ha portato a Roma e lì sono rimasta. I primi anni dopo aver lasciato la mia città non sentivo il distacco, perché consideravo Terni una piccola realtà; non ci stavo bene nemmeno per le mie ambizioni. Oggi torno sempre volentieri, apprezzo la città e la regione: venire in Umbria è una vera e propria boccata d’ossigeno.

Quindi torna spesso a Terni?

La mia famiglia vive lì, per questo nei weekend o appena mi è possibile, torno in città, anche semplicemente per una cena: la cucina umbra mi manca molto.

Spesso gli umbri sono accusati di essere chiusi: lei vivendo fuori regione, percepisce questo?

Assolutamente no. Anzi, trovo che gli umbri siano un popolo molto aperto e alla mano. Sono accoglienti con le persone che provengono da fuori, cosa che non ho ritrovato nelle città che ho girato per lavoro. Inoltre, l’Umbria – anche con le sue pecche – è una regione dinamica e mi piace molto l’idea che non abbia bisogno di chissà quali grandi cose per star bene. Ultimamente mi sento molto nazionalista e legata alle mie origini, alla cultura e alla storia che ha l’Italia: siamo un luogo e un popolo meraviglioso.    

A breve la vedremo nella serie La dottoressa Giò con Barbara D’Urso: che ruolo ha?

Sono il direttore sanitario della struttura dove lavora la dottoressa Giò che, in combutta con il primario del reparto, cerca di ostacolare i suoi piani: la dottoressa vorrebbe creare un centro dedicato alle donne che subiscono violenza – un tema tra l’altro molto attuale – ma io, che rappresento la parte economica dell’ospedale, penso soltanto ai soldi e ai miei interessi. In pratica sono la cattiva della serie.

Quindi è un personaggio negativo?

È una donna che pensa solo alla carriera, è una pronta a tutto, che si mette sempre dalla parte del più forte e del potere. Non è certamente una che si fa mettere i piedi in testa: può sembrare una pedina, ma è una donna molto risoluta e sicuramente determinata. Avrà anche una redenzione…   

Si rivede in questa descrizione o lei è l’esatto l’opposto?

Sono anche io una donna determinata, ma non sono una carrierista: non sacrificherei mai la mia vita privata e non farei mai cattiverie per raggiungere i miei obiettivi. Giocare sporco non fa per me, sono una persona onesta e sto bene con me stessa se riesco a raggiungere i miei traguardi per merito e con le mie forze. Ciò non toglie che se c’è da giocare e combattere lo faccio tranquillamente. Sono attratta dal successo – lo ammetto – e sono molto ambiziosa, però gioco onestamente.     

Quando andrà in onda la serie?

Non si sa ancora con certezza, ma probabilmente all’inizio del 2019.

Camilla Ferranti, foto by Melissa Marchetti

Questa esperienza televisiva le ha portato anche l’amore, sul set ha conosciuto l’attore Christopher Lambert…

Non parlo molto della mia vita privata, posso dire che c’è una bella storia. È stato un incontro inaspettato, non pensavo nemmeno che potesse accadere, io ero concentrata sul mio lavoro… ma le cose belle arrivano quando meno te le aspetti! 

Ho letto che vi sposerete il prossimo anno…

Non voglio dire nulla a riguardo.

Cos’ha in cantiere Camilla per il futuro?

Ho diversi progetti lavorativi, sia nel cinema sia in televisione. Sono ancora top secret.

Tornando all’Umbria, come la descriverebbe in tre parole?

Genuina, rude, vera.

La prima cosa che le viene in mente pensando a questa regione…

Verde e tranquillità.

«Terence Hill ristruttura il parco comunale della cittadina umbra dov’è nato il padre»

don matteo

Terence Hill nel film “Il mio nome è Thomas”

 

Che l’Umbria fosse cara a Terence Hill, nome d’arte di Mario Girotti, è ben noto. Don Matteo è un successo italiano e l’Umbria insieme a lui è la vera protagonista: da Gubbio a Spoleto, il prete detective fa entrare ogni settimana nelle case degli italiani le bellezze di questa terra.
Ma l’amore dell’attore per questa regione ha radici molto lontane. In occasione dell’uscita del suo ultimo film Il mio nome è Thomas – nel quale è regista e protagonista – ha scelto proprio Terni per la prima nazionale e l’incasso dell’evento è stato destinato alla ristrutturazione dei giardinetti comunali della città di Amelia, città dove è nato suo padre. L’attore tornerà ancora a vestire i panni del sacerdote nella dodicesima stagione di Don Matteo, che sarà sempre ambientata a Spoleto con qualche incursione nelle zone terremotate della regione.

Il ritorno al cinema

Dopo anni di successi televisivi, l’attore torna protagonista sul grande schermo con un film di ambientazione western, genere per il quale è diventato un volto iconico grazie a titoli come I quattro dell’Ave Maria, Il mio nome è Nessuno e Lo chiamavano Trinità, uno dei molti film interpretati in coppia con l’amico Bud Spencer. E proprio a lui Terence Hill dedica questo suo nuovo lungometraggio. «Ho pensato a questo film per dieci anni. Volevo unire una parte della storia scritta da Carlo Carretto con quella di una giovane donna, inserendo elementi di avventura, divertimento e dramma. Il film vuole essere contemporaneo, ma allo stesso tempo evocare una sensazione epica», spiega Terence Hill.

 

Veronica Bitto e Terence Hill

Il film

Il mio nome è Thomas, uscito nelle sale il 19 aprile, è una storia on the road tra la Spagna e l’Italia, in cui Thomas, in sella alla sua motocicletta, affronta un viaggio solitario verso il deserto. Durante i preparativi, però, incontra la giovane Lucia, che sconvolgerà tutti i suoi piani. Thomas, a causa di Lucia, si ritrova in una situazione rocambolesca e, per proteggere la ragazza, deve affrontare e mettere al loro posto due delinquenti. Quando finalmente riesce a raggiungere il traghetto diretto a Barcellona, Lucia, con una scusa, si imbarca insieme a lui.
Dopo qualche giorno, finalmente di nuovo solo, viaggia con la sua Harley Davidson verso il deserto. Qui trova un posto ideale: un altopiano circondato da montagne che si affaccia su un grande canyon, dove decide di sostare. Si stabilisce in un piccolo paese abbandonato in stile far west per vivere a contatto con la natura.  Presto però Lucia decide di raggiungerlo e stravolgere ancora una volta la sua quiete. Atmosfere western, polvere, deserto fanno da sfondo a un emozionante viaggio on the road che celebra la vita e l’amicizia e dove non potevano mancare omaggi alle epiche risse (…e le famose padellate!) dei film del passato.