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58 km attorno ad Agilla e Trasimeno

di Riccardo Ticchioni

Giovani Penne è la sezione di AboutUmbria dedicata al progetto alternanza scuola-lavoro. A essere ospitati sono, in queso caso, gli articoli scritti dagli alunni del liceo scientifico G. Alessi di Perugia, guidati dalla professoressa Daniela Pera.

Un anello di 58 km che circonda la leggenda di Agilla e Trasimeno: un anello in cui perdersi è facile, immerso nei colori e nelle multiformità  del cuore verde dell’Italia; se l’Umbria e le sue colline sono questo è anche merito infatti del Lago Trasimeno, che sembra abbia preso il nome dalla storia dei due amanti.
Così, lasciandosi guidare dalla celeberrima massima di Giovenale riportata nel decimo libro delle Satire mens sana in corpore sano, viene voglia di salire su una bici e godersi il panorama lungo i differenti sentieri che appunto si snodano nel territorio lacustre, dalla costa ovest di Castiglione del Lago a quella est di San Feliciano, passando per quelle terre che fecero da teatro all’epica Battaglia del Trasimeno tra Romani e Cartaginesi, nella Seconda Guerra Punica (217 a.C)  

Si parte  da Punta Navaccia, nei pressi di Tuoro, per immergersi nei più classici saliscendi umbri sorvegliati da boschi di conifere e querceti di cerro e roverella, incontrando lungo la via – 32.60 km e circa 400 metri di dislivello positivo – il Castello di Montegualandro, posto di guardia al punto di passaggio obbligato tra Umbria e Toscana. La sua storia risale addirittura al IX secolo, quando Carlo Magno donò la rocca ad Ariberto, signore del Monte Santa Maria, prima che Federico Barbarossa la conquistasse per passarla ai marchesi Ranieri. Sebbene il castello sia stato devastato nel 1247 dai perugini per punire la famiglia Montemelini, al tempo proprietaria e rea di aver ospitato l’imperatore Federico I presso la sua residenza, ancora oggi sono visibili i resti delle antiche mura. 

Si continua quindi con il percorso di Monte Castiglione, in quel di Passignano, dove ha inizio un itinerario tanto panoramico quanto esigente, poiché prevede la scalata lungo il crinale di Trecine ricoperto da oliveti, ginestre, incolti arborati e giovani rimboschimenti: nei pomeriggi d’estate da qui si può ammirare un suggestivo tramonto rosso alle spalle delle tre isole, recuperando le forze prima di tornare a scendere verso la Torre Torta di Vernazzano Alta e la Fattoria del Pischiello risalente al XVIII secolo e voluta dal Marchese Ludovico Ranieri di Sorbello. 

Il tour di fatica e piacere continua con I Sette Monti in un percorso che si snoda nel magionese ricordando però i più nordici territori delle Ardenne, con il pellegrinaggio attraverso alcuni dei Borghi più Belli d’Italia tra cui Montecolognola, Monte del Lago, San Savino e Montesperello, nella cui Chiesa è possibile osservare i dipinti di Gerardo Dottori. Dottori, che lasciò traccia di sé e del suo talento anche a Magione stessa; il paese, posizionato sulla sponda orientale del Trasimeno, era conosciuto un tempo con il nome di Pian di Carpine, prima che i Cavalieri gerosolimitani vi costruissero una magione appunto, per assistere e curare chi ne avesse bisogno. Passò però alla storia grazie alla celebre Dieta della Magione ai danni di Cesare Borgia, raccontata da Niccolò Machiavelli ne Il Principe. 

Dulcis in fundo, il Grande anello del Trasimeno che, snodandosi in larga parte lungo la ciclabile del lago, arriva a misurare ben 71.60 km, prevalentemente pianeggianti, trovando anche il tempo di attraversare le cittadine di Macchie, San Fatucchio e Vitellino. Tra i punti di maggiore interessa troviamo tuttavia Oasi la Valle, un centro naturalistico situato ai piedi di San Savino in cui è possibile osservare l’ecosistema lacustre nelle sue molteplici sfaccettature, il Centro ittiogenico di Sant’Arcangelo in cui vengono allevate e monitorate le specie tipiche del lago, fino al Castello di Montalera: la fortezza, costruita nel XII secolo, immersa tra elci e querce, si presenta ancora imponente, con torri merlate alla guelfa, mura difensive, resti dell’antico fossato e ponte levatoio. Si tratta questa dell’unica asperità rilevante del percorso, che partito da Castiglione del Lago si conclude ciclicamente nel marchesato dei Della Corgna. 

 Con quest’ultimo lungo e coinvolgente itinerario a tuttotondo si conclude così un viaggio alla scoperta degli agresti panorami e delle preziose testimonianze storiche del Lago Trasimeno. 

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Riccardo Ticchioni

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